Due mani avvolgono nella carta velina una ciotola di ceramica dentro una scatola di cartone, pronta per la spedizione
Guida a un trasloco fatto bene

Trasferire sito WordPress su un altro dominio: hai paura di perdere le posizioni? Ecco l’ordine giusto

Cambiare server e cambiare indirizzo sono due traslochi diversi, e solo il secondo tocca Google. Qui trovi cosa fare nei due casi, cosa si rompe sempre e quanto ci mette Google a capirlo.

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Il punto

Prima di tutto: quale dei due traslochi stai facendo?

Cambiare hosting vuol dire spostare gli stessi file e lo stesso database su un altro server, tenendo l’indirizzo com’è. Per chi cerca su Google non cambia niente: gli indirizzi delle pagine restano quelli, e se il lavoro è fatto bene nessuno se ne accorge.

Cambiare dominio vuol dire cambiare l’indirizzo di ogni pagina del sito. Qui invece Google deve essere avvisato, pagina per pagina, e serve tempo perché la reputazione passi dal vecchio indirizzo al nuovo. Sono due lavori diversi, e confonderli è il motivo per cui certi siti spariscono dopo un trasloco.

Caso 1

Caso 1: stesso indirizzo, server nuovo

L’ordine che funziona: si fa una copia completa (file e database), si monta il sito sul server nuovo prima di toccare il dominio, e lo si prova lì con un indirizzo di prova o modificando il file hosts del proprio computer. Solo quando il sito nuovo risponde bene si spostano i puntamenti del dominio.

Due accorgimenti che evitano il buco: abbassare il tempo di vita del DNS (il TTL) qualche ora prima, così il cambio si propaga in fretta; e tenere acceso il vecchio server per qualche giorno, perché durante la propagazione una parte dei visitatori arriva ancora lì. Se nel frattempo il sito riceve ordini o moduli, quelli arrivati sul vecchio server vanno recuperati.

Caso 2

Caso 2: indirizzo nuovo, e Google va avvisato

Qui la regola è una sola e non ha eccezioni: ogni vecchio indirizzo deve portare, con un reindirizzamento permanente, al suo corrispondente nuovo. Non tutti alla home: pagina per pagina. Google consiglia i reindirizzamenti permanenti lato server, 301 o 308, e di tenerli in piedi il più a lungo possibile, almeno un anno.

Poi si usa lo strumento Cambio di indirizzo in Search Console, che serve proprio a dire a Google che il sito ha traslocato: vale quando cambia il dominio o il sottodominio, non serve per passare da http a https o da www a senza www sullo stesso dominio.

Quello che si rompe

Quello che si rompe sempre (e che nessuno controlla)

Dentro un sito WordPress l’indirizzo vecchio resta scritto in decine di posti: nei collegamenti fra le pagine, negli indirizzi delle immagini salvati dentro gli articoli, nelle impostazioni dei plugin, nei moduli di contatto che mandano la mail da un indirizzo del vecchio dominio. Una ricerca e sostituzione fatta sul database, con attenzione ai dati serializzati, è parte del lavoro.

Le altre tre cose che saltano: il certificato https, che va rifatto sul dominio nuovo; le caselle di posta, se stavano sullo stesso hosting; e gli strumenti di misura (Search Console e analytics) vogliono la proprietà nuova, altrimenti dal giorno del trasloco non misuri più niente e non sai se è andata bene.

Un artigiano carica gli attrezzi nel furgone aperto, di spalle, di prima mattina
Un trasloco si prepara prima: quello che si sposta di corsa si rompe.
I tempi veri

Quanto ci mette Google, davvero

Per un sito piccolo o medio Google dice che lo spostamento di gran parte delle pagine può richiedere qualche settimana; per i siti grandi, di più. Nel frattempo è normale vedere le impressioni ballare: il vecchio indirizzo scende mentre il nuovo sale.

Quello che NON è normale è un crollo che non risale dopo un mese: quasi sempre vuol dire reindirizzamenti fatti tutti verso la home, oppure una parte delle pagine vecchie che risponde ancora invece di reindirizzare. Si misura in Search Console, indirizzo per indirizzo, e si sistema.

Dopo

La settimana dopo: cosa si guarda

Tre controlli, e si fanno tutti in mezz’ora: che ogni vecchio indirizzo importante porti al nuovo (non alla home), che la mappa del sito nuova sia stata inviata, e che nessuna pagina sia rimasta bloccata da un «non indicizzare» dimenticato dall’ambiente di prova. È l’errore più frequente in assoluto dopo un trasloco.

Se preferisci non pensarci, lo facciamo noi: il trasloco è uno dei lavori compresi nel canone della manutenzione, e se il sito non è nostro possiamo occuparci solo dello spostamento.

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Le domande

Le domande che ci fanno prima di spostare un sito

Le risposte brevi a quello che ci chiedono più spesso.

Perdo le posizioni su Google se cambio dominio?

Se i reindirizzamenti sono fatti pagina per pagina, nella maggior parte dei casi si recupera in qualche settimana. Le perdite vere arrivano quando si manda tutto sulla home o quando si dimentica una parte del sito.

Quanto dura il trasloco?

Il lavoro tecnico di solito è di poche ore. L’assestamento su Google, per un sito piccolo o medio, richiede qualche settimana: lo dice Google stesso.

Posso spostare solo il sito e lasciare la posta dov’è?

Sì e spesso conviene. Vanno però sistemati i record del dominio in modo che la posta continui a viaggiare: è la parte che si dimentica più spesso e che blocca il lavoro di un’azienda.

E se voglio solo passare a un hosting più veloce?

Allora l’indirizzo resta lo stesso e per Google non cambia niente: si copia, si prova sul server nuovo e si sposta il puntamento. Nessun reindirizzamento, nessun cambio di indirizzo da dichiarare.

Devo avvisare i clienti?

Se cambia il dominio sì: cambiano gli indirizzi che hanno salvato e spesso anche le mail. Se cambia solo il server, non se ne accorge nessuno, ed è il segno che è andata bene.

Il preventivo

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