Shopify, WooCommerce o su misura: ognuno ti consiglia la sua? Qui trovi quale conviene a te
Le tre strade cambiano per costi fissi, commissioni e libertà. Qui trovi quando conviene ognuna, con le voci di spesa dei listini ufficiali.
Ti rispondiamo entro un’ora, negli orari di lavoro.
Le tre strade portano lontano in modi diversi
Chi ti dice «Shopify sempre» o «solo WooCommerce» sta tifando, non consigliando. Le tre strade esistono perché rispondono a esigenze diverse: quanto catalogo hai e come sono messi i dati dei prodotti, chi si occuperà del negozio dopo il lancio, quanto puoi spendere all’anno, e quanto ci tieni a essere proprietario di quello che costruisci.
Nella matrice qui sotto vedi il confronto in un colpo d’occhio. Poi entriamo in ogni strada: pregi veri, costi nascosti e il tipo di negozio per cui ha senso.
Shopify ti fa partire in fretta, ma resti in affitto
Il pregio di Shopify è reale: si parte in fretta. Hosting, sicurezza, aggiornamenti e pagamenti sono gestiti dalla piattaforma; tu pensi a prodotti e vendite. Per chi deve validare un negozio senza pensieri tecnici, è un punto di partenza onesto.
Il conto arriva su tre fronti: il canone mensile, le commissioni legate ai pagamenti e alle app aggiuntive (che si accumulano in fretta man mano che il negozio cresce), e soprattutto il vincolo, perché il negozio vive sulla loro piattaforma, dentro i loro binari. Personalizzazioni profonde e migrazioni future si scontrano con questo confine. Non è un difetto nascosto, è il patto: semplicità in cambio di affitto.
WooCommerce: la via del controllo (con la manutenzione nel prezzo)
WooCommerce è il negozio dentro WordPress: software open source, nessun canone alla piattaforma, nessuna commissione sua sulle vendite (restano solo quelle del gateway di pagamento, che paghi ovunque). Soprattutto: il sito è tuo per davvero, file, dati, clienti, tutto esportabile e portabile dove vuoi.
Il patto qui è l’opposto di Shopify: la libertà include la responsabilità. Hosting, aggiornamenti, sicurezza, backup e compatibilità tra le estensioni sono affar tuo, o del fornitore che li gestisce per te. È la strada che consigliamo più spesso alle PMI, a una condizione non negoziabile: che la manutenzione sia assegnata a qualcuno, per iscritto, non lasciata al caso.
Su misura: quando (e solo quando) ha senso
Lo sviluppo su misura ha senso quando il tuo modo di vendere non rientra nelle piattaforme: processi particolari, integrazioni profonde con gestionali e magazzino, logiche di prezzo o di catalogo fuori standard, volumi che giustificano l’investimento. In quei casi è la scelta giusta, e chi te lo sconsiglia a prescindere sbaglia quanto chi te lo propone sempre.
Per la maggior parte delle PMI al primo negozio, però è sovradimensionato: costi e tempi sono di un altro ordine di grandezza, e ogni funzione che le piattaforme ti regalano qui va costruita e mantenuta. La regola pratica: si parte su misura solo se c’è un’esigenza che WooCommerce o Shopify dimostrabilmente non coprono.
I 4 criteri che decidono davvero (non le tifoserie)
Primo: il catalogo. Quanti prodotti, con che varianti, e in che stato sono i dati (foto, descrizioni, codici)? È il singolo fattore che sposta di più tempi e costi, qualunque piattaforma scegli. Secondo: la manutenzione. Chi aggiorna, chi protegge, chi risponde quando qualcosa si inceppa? Se la risposta è «nessuno» la piattaforma gestita ti serve più della flessibilità.
Terzo: il costo totale su 12-24 mesi, canone più commissioni e app da una parte, gestione e manutenzione dall’altra. Mai confrontare solo il prezzo d’ingresso. Quarto: la proprietà. Se tra due anni vuoi cambiare fornitore o piattaforma, cosa ti porti via? Un e-commerce è un investimento che si accumula: farlo su qualcosa di tuo, quando possibile, è la scelta che invecchia meglio. Qualità digitale, non solo presenza: secondo ISTAT (Imprese e ICT 2025) solo il 38,1% delle imprese italiane raggiunge un livello alto di digitalizzazione, nell’e-commerce la differenza si vede direttamente in vendite.
E Magento? Quando serve un motore così grande (e quando no)
Magento, oggi Adobe Commerce, con la versione libera Magento Open Source, è la piattaforma che si incontra quando si parla di cataloghi enormi, magazzini multipli e vendite in più Paesi. È costruita per quel peso, e si vede dai requisiti: la versione 2.4.9 chiede PHP 8.5, un database MariaDB o MySQL recenti, OpenSearch per le ricerche interne, RabbitMQ per le code, un sistema di cache dedicato e almeno 2 GB di memoria per il server, solo su Linux.
Tradotto: un negozio con duecento prodotti pagherebbe ogni mese un’infrastruttura pensata per duecentomila, e servirebbe qualcuno che la tiene in piedi. Per questo noi non lavoriamo con Magento: costruiamo negozi online con WooCommerce o su misura, e se un giorno il tuo catalogo diventa davvero così grande te lo diciamo, invece di venderti una cosa che non sappiamo seguire.
Come lavoriamo noi (trasparenza, poi decidi tu)
Per i negozi delle PMI usiamo di norma WordPress + WooCommerce: proprietà piena, il codice è tuo, e la manutenzione non resta orfana perché è dentro il canone, insieme a hosting, aggiornamenti e modifiche. Il negozio parte con la struttura decisa dalle ricerche reali (le pagine e le categorie che le persone cercano davvero), non dal tema grafico.
Detto con la stessa onestà: se il tuo caso ha ragioni forti per Shopify, zero gestione, partenza immediata, catalogo semplice, te lo diciamo al preventivo, non dopo. La piattaforma è un mezzo: quello che non cambia è che il negozio deve portare ordini, essere tuo e non lasciarti solo dopo il lancio. Se vuoi capire costi e voci vere, abbiamo una guida dedicata a quanto costa un e-commerce.
Altre due guide vicine a questa
Quella che viene prima e quella che viene dopo, nell’ordine per argomento.
-
Sito fai da te o professionista
I costruttori online fanno partire in fretta, ma il lavoro vero comincia dopo: struttura, testi, velocità e manutenzione. Qui trovi cosa fai da solo e cosa conviene far fare.
-
Cosa succede a un sito senza manutenzione
Prima rallenta, poi si rompe qualcosa, poi lo scopre Google. Qui trovi cosa cede per primo e in quanto tempo, e cosa serve per tenerlo in piedi.
Le domande che ci fanno prima di aprire il negozio online
Le risposte brevi a quello che ci chiedono più spesso.
Dipende dall’orizzonte: Shopify costa meno all’ingresso ma paga canone, app e commissioni per sempre; WooCommerce non ha canoni di piattaforma ma richiede hosting e manutenzione. Sul confronto a 12-24 mesi, con un catalogo che cresce, WooCommerce gestito bene tende a costare meno, ma il conto va fatto sul tuo caso, voce per voce.
Sì: prodotti, clienti e ordini si esportano e reimportano. Il sito in sé però non si trasferisce, design e struttura vanno ricostruiti sulla piattaforma nuova, e URL e posizionamenti vanno gestiti con cura per non perdere quanto costruito. Fattibile, ma è un progetto, non un click.
WooCommerce in sé no: è software open source, non trattiene nulla. Restano le commissioni del gateway di pagamento (Stripe, PayPal, ecc.), che però paghi con qualunque piattaforma. È una delle differenze strutturali rispetto ai canoni e alle fee delle piattaforme chiuse.
Non sono alternative: sono canali. I marketplace danno visibilità immediata in cambio di commissioni e nessun controllo sul cliente; il negozio tuo costruisce un asset, clienti, dati, margini. Molte PMI partono dal marketplace per validare e aprono il proprio negozio quando i volumi lo giustificano.
Vuoi il negozio online? Chiedi il preventivo
Dicci cosa vendi e quanti prodotti hai: ti rispondiamo entro un’ora, poi ti mandiamo la cifra.
Preferisci parlare? Chiamaci: risponde una persona, non un risponditore automatico.
Telefono 327 084 9679 Email info@wcagency.it