Quanto costa mantenere un sito web? Le voci vere

Di Giorgio Cristea · WCA · Aggiornato a luglio 2026

Risposta breve: il costo di un sito non finisce il giorno della pubblicazione — ogni anno pesano dominio, hosting, aggiornamenti, backup, sicurezza, modifiche e imprevisti. Quanto pesa ogni voce dipende da chi se ne occupa: qui trovi lo scontrino completo delle voci e i tre modelli per gestirle, così i preventivi li confronti sul costo totale e non sulla cifra d'ingresso.

Perché il prezzo del sito non è il costo del sito

Quando si chiede "quanto costa un sito" si parla quasi sempre della realizzazione. Ma il sito è un servizio che vive: anche dopo il lancio continua a costare — in canoni tecnici, in lavoro di cura, o in entrambi. Chi confronta i preventivi solo sulla cifra iniziale sta confrontando l'ingresso di due percorsi di cui non vede il resto.

Il confronto onesto si fa sul costo totale dei primi 12-24 mesi, con tutte le voci sul tavolo. Lo scontrino qui sotto le mette in fila: sono sette, e valgono per qualunque sito — cambia solo chi le gestisce e a che prezzo.

Infografica WCA a forma di scontrino: le sette voci annue di gestione di un sito e il confronto tra gestione separata e canone unico
Lo scontrino della gestione: le voci sono sempre queste — cambia solo chi le paga e come.

Le voci fisse: dominio e hosting

Il dominio è l'affitto del tuo indirizzo: si rinnova ogni anno, costa relativamente poco, ma è la voce più delicata dello scontrino — va intestato a TE, non al fornitore. Se il dominio è suo, il giorno che cambi fornitore il tuo indirizzo resta a lui.

L'hosting è la casa: lo spazio e la potenza su cui il sito gira. Qui la forbice è ampia — dal condiviso economico a soluzioni gestite più serie — e la differenza si sente in velocità e stabilità, cioè in due fattori che pesano su Google e sull'esperienza di chi ti cerca. Nei modelli a canone è tipicamente incluso; nel fai da te è il primo rinnovo da non dimenticare.

Le voci di cura: aggiornamenti, backup, sicurezza

Sono le tre voci invisibili — quelle che non producono nulla di nuovo ma evitano i disastri: software aggiornato (chiude le falle note), backup automatici con prova di ripristino (il piano B), protezione e monitoraggio (accorgersi dei problemi prima dei clienti). Ne abbiamo scritto in dettaglio in cosa succede a un sito senza manutenzione: spoiler, il risparmio qui è il più caro di tutti.

Il loro costo dipende dal modello: nel fai da te si pagano in ore tue; a consumo si pagano a intervento; nel canone sono incluse. L'errore da non fare è considerarle opzionali: sono la differenza tra un sito che invecchia bene e uno che accumula rischio.

La voce che tutti dimenticano: le modifiche

Un sito vivo cambia: un prezzo, una foto, un servizio nuovo, una pagina in più. La domanda da fare PRIMA di firmare è: quanto costa cambiare una cosa, e in quanto tempo viene fatta? È la voce dove i modelli si differenziano di più — a tariffa oraria, a pacchetti, o inclusa — ed è quella che decide se il sito resterà aggiornato davvero.

La verità pratica: se ogni modifica è una trattativa, le modifiche non si fanno — e il sito inizia a invecchiare. Il costo vero di una modifica cara non sono i soldi: è il sito fermo.

Gli imprevisti (e la voce numero otto: il tuo tempo)

Poi c'è la vita: un plugin che dopo un aggiornamento litiga col tema, un modulo che smette di inviare, un problema di compatibilità. Non capitano tutti i giorni, ma capitano — e il costo dipende da chi li gestisce: nel fai da te sono le sere perse su Google, a consumo sono interventi da pagare, nel canone sono comprese.

E infine la voce che non compare mai negli scontrini: il tuo tempo. Ore a gestire rinnovi, aggiornamenti e piccoli guai sono ore tolte al lavoro che fattura. Qualunque modello tu scelga, mettila nel conto: è spesso la voce più pesante.

I tre modelli a confronto (e come confrontarli bene)

Fai da te: minimi costi vivi, massimo tempo tuo e massimo rischio se salti la cura. A consumo: paghi ciò che usi, ma ogni intervento è una decisione — e la manutenzione rimandata è il pattern più comune. Canone tutto incluso: una voce sola, prevedibile, con un referente che risponde; per trasparenza è il nostro modello — da 147 € al mese con hosting, manutenzione e modifiche comprese, disdici quando vuoi e il codice resta tuo.

Come confrontare i preventivi, qualunque strada scegli: fatti dare il costo totale del primo anno con l'elenco esplicito di cosa NON è incluso, verifica l'intestazione del dominio, e chiedi tempi e prezzo delle modifiche. Sono tre domande: bastano a far emergere l'intero scontrino.

Domande frequenti

Quanto costa mantenere un sito WordPress?

Le voci sono quelle dello scontrino: dominio, hosting, aggiornamenti, backup, sicurezza, modifiche e imprevisti. WordPress in particolare richiede cura regolare del software (core e plugin): nel fai da te la paghi in tempo, a consumo a intervento, nel canone è inclusa.

Il dominio e l'hosting sono inclusi nei canoni delle agenzie?

Nei modelli tutto incluso di solito sì — nel nostro lo sono. La cosa da verificare sempre, per iscritto, è l'intestazione del dominio: deve essere tua, altrimenti il tuo indirizzo appartiene al fornitore.

Posso pagare solo quando serve un intervento?

Sì, è il modello a consumo: onesto se il fornitore ha tariffe scritte. Il suo rischio pratico è che la manutenzione ordinaria — aggiornamenti, backup, controlli — venga rimandata perché ogni intervento è un costo: e il risparmio di oggi diventa il guasto di domani.

Cosa include il canone WCA da 147 € al mese?

Realizzazione, hosting, manutenzione (aggiornamenti, backup, sicurezza, monitoraggio) e modifiche ai contenuti, con disdetta libera e codice di tua proprietà. È pensato per essere l'intero scontrino in una voce sola.

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